La cucina della tradizione: Acqua Cotta

Buongiorno al mondo degli amanti della cucina!

Oggi una ricotta della tradizione…e del risparmio…

ACQUA COTTA

acquacotta

Ingredienti per ca 4 persone

500 g di patate
250 g di polpa di pomodoro
500 g di cicoria, bietole, catalogna o cavolo nero.
2 spicchi di aglio
4 fette di pane casereccio raffermo
4 cucchiai di olio evo
Peperoncino, sale e pepe q.b.

Sbucciate le patate e tagliatele a grossi dadi. Eliminate la crosta dalle fette di pane, sfregatele con l’aglio e tagliatele a cubetti.

Rosolate l’altro spicchio di aglio in olio, aggiungete il peperoncino ed i cubetti di pane.
Scolateli, asciugateli su una carta da cucina e teneteli da parte.

Unite ora al condimento le patate e il pomodoro, mescolate, bagnate con un litro di acqua tiepida e far cuocere a fuoco molto basso per ca. 45 minuti.

Aggiungete quindi le verdure tagliate (cicoria, bietole o come detto in precedenza il gustosissimo cavolo nero), aggiustate di sale e pepe e cuocete sino a che non risulteranno morbide e cotte, quasi disfatte.

Distribuite i crostini di pane nelle fondine, ricopriteli con la zuppa calda e condire con olio evo a crudo.

Questa zuppa, tipica del centro italia, e’ basata sull’utilizzo del pane raffermo.
Può essere arricchita di pecorino grattugiato, di un uovo sgusciato sopra il pane, di funghi, di legume o di cereali secondo le disponibilità della credenza e del frigorifero, ma e’ buona anche nella sua forma basica.

Curiosità: L’acqua cotta del convento

Castello di Romena

Castello di Romena di Pratovecchio (AR)

Si racconta che sia nata in un convento nei pressi del castello di Romena, l’antica e celebre rocca con tredici torri dei Conti Guidi nota anche a Dante.

La storia racconta che un mattino la Badessa Sofia, vedendo il castello circondato dalle truppe aretine, sia salita in groppa ad una mula bianca e si sia lanciata alla volta del campo sollevando una gran nube di polvere. Questa nube, quasi per miracolo, apparve così grande ai soldati che, pensando si trattasse di un esercito che accorreva a difesa del castello, si dettero alla fuga.

La Badessa Sofia, decise allora di prendersi cura dei castellani, estenuati dall’assedio, e con le poche cose a disposizione, s’inventò l’acqua cotta del convento:

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